il non mentire non mente

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oggi è una di quelle giornate in cui ho un accenno di voglia di scrivere cose su di me, come se mi importasse della cosa.

ci ho pensato dal mattino presto, da quando ero sul bus a guardare pacchi di persone incastrate l’una sull’altra nell’attesa che qualcuno scendendo facesse spazio a chi rimaneva. 

ho atteso così un po’ di tempo anche io, aspettando che qualche pensiero si mettesse in ordine, per permettere a quello che aveva accanto di scendere dalla testa nelle dita e quindi sulla tastiera del caldo vecchio mac. 
ma quando ho visto che la cosa tardava a succedere mi sono detta dai, tu provaci comunque, magari così facendo spingerai i pensieri verso l’ordine. 

una mente ordinata produce scritte ordinate e magari riesce a riflettersi anche nella vita di tutti i giorni, quindi tentare non può nuocere più di quanto faccia il non tentare. 

ma l’ordine in questo momento della mia vita, molto simile a un cliché, sembra essere, proprio come cliché vuole, una cosa molto sfuggente; del resto se ti stai per laureare in una cosa un po’ fasulla, in un momento di transizione per il genere umano, in un paese che ricominci a sentire un po’ stretto e in un momento in cui metti in dubbio ogni tuo pensiero riguardo a ogni singola cosa, forse l’ordine è l’attimo che speri di raggiungere al più presto possibile, perché ti illudi che con l’ordine arriverà anche una grande catarsi per tutte le cose sopra elencate. 

non riesco, per colpa del disordine, neanche a chiudere il cerchio in cui dico ok dai però queste parole mi sono state d’aiuto, ora dormirò tranquilla.

il punto è che le parole non mentono, non dicono nemmeno le white lies, quindi se percepiscono disordine allora saranno disobbedienti. 

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fenomenologia dell’oroscopo di rob brezsny su Facebook

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il giovedì su facebook succede sempre una cosa che, più tempo passa, più mi dà noia.
intorno alle ore 12 esce l’oroscopo di Rob Brezsny. viene cioè tradotto e reso disponibile per chi non ha voglia di sbattersi un minimo e leggerselo il giorno prima, quando esce veramente, su freewillastrology.  

credo che Rob, oltre a essere condannato a sentirsi storpiare il cognome a vita, sia un buon astrologo, un bravo narratore e un bravissimo utilizzatore del poco noto effetto Barnum.
ma non è Rob che mi dà noia e nemmeno l’Internazionale, che fa quest’opera di carità traducendo l’oroscopo. ciò che turba il mio quieto vivere sono quelli che acclamano il signor Brezsny, come se lui stesse scrivendo l’oroscopo solo per loro, facendoli quindi sentire dei privilegiati del cazzo.
sono gli stessi che, prima di conoscere Rob, insultavano chi ammetteva di credere nelle stelle.
Io con l’oroscopo ho un buon rapporto; seguivo Fox prima, Capitani poi e ora Brezsny. le trovo scuole di pensiero diverse, messe in pratica di meccanismi simili i cui risultati possono essere vari e molteplici.
sono superstiziosa, ho paura dei fantasmi ma quando vedo qualcuno commentare il proprio oroscopo, in maniera tronfia e trionfante come se fossero i primi ad essere stati sottoposti al trapianto di fegato, allora mi viene voglia di raccogliere la mia mano in un pugno e scagliarla sulla faccia dell’idiota di turno.
perché Brezsny non ci conosce, non ci vuole bene, non ci vuole confondere o spingere a prendere quella decisione che tanto aspettavamo di prendere. probabilmente, il signore dal cognome complicato, vuole solo farci riflettere su argomenti vari in base a ciò che le stelle gli dicono. e basta. ma forse non è nemmeno così.
quindi smettetela di rotolarvi nel fango dalla gioia, come se foste dei porcellini dopo un pasto abbondante, ogni giovedì dalle 12 in poi. perché ricordate: non siete speciali e Rob non vi farà mai l’occhiolino.  

punto e virgola

non è mio solito scrivere di cose di cui parlano tutti, per di più nel momento in cui quelle cose sono al massimo della loro fama. uno). perché non amo cavalcare l’oda e fare del real time marketing e due). sono pigra e spesso mi viene l’idea, dico ok la scrivo per poi fallire nel scriverla. e scrivere di una cosa passata nel momento futuro mi sembra peggio che scrivere della cosa quando è tempo di scrivere di quella cosa.

giri di parola a parte, oggi Facebook ha portato alla mia attenzione, nella home, due (1 e 2) diversi scritti aventi lo stesso soggetto: la virgola.

a quanto pare un certo signor maladay, che ignoravo prima d’oggi, ha scritto su slate un pezzo sulla virgola. per la precisione si è posto una domanda riguardo la virgola, ovvero si è chiesto se in futuro la useremo ancora.
la useremo? 

la domanda ha attirato la mia attenzione perché tempo addietro ricordo di essermela posta anch’io. leggevo wallace e mi sembrava che il tizio non usasse mai la virgola. costruiva questi periodi labirintici, complessi, faticosi; mi ci vollero qualcosa come 2 anni per finire il libro, e no, non sto parlando di infinite jest. (che iniziato nell’estate 2012 e sono ancora a pagina 200)

quindi mi chiedevo: ma la virgola? serve? 
e quindi ho provato a scrivere senza, a costruire periodi assurdi per poi rendermi conto che avevo bisogno di ordine.
non avevo bisogno di abbandonare la virgola o il punto, ma di capire che cosa volevo dire e dirlo nel migliore dei modi al momento opportuno. e sto ancora imparando.
se ciò implica non usare la virgola allora ok. nei messaggi magari la uso, negli scritti decisamente sì e cerco di inserirla anche nel parlato. 

la virgola mi è cara perché compone l’ancora più caro punto e virgola. 

e nulla, volevo concludere dicendo che tutto questo post in verità è dovuto al fatto che un paio di giorni fa ho letto l’inizio di un articolo di elio petri e la cosa che mi ha sconvolta, letteralmente, è stato il suo uso e utilizzo della punteggiatura. 
attraverso ogni puntino e virgoletta, petri mi indicava esattamente come leggere la frase, con una precisione cinematografica. ed era bellissimo. 

metaforicamente vs. realmente

sono chiusa per lutto.

graffi and graffi

però quando the naked eye di saatchi ti arriva con la copertina lievemente, ma comunque, rovinata non puoi che maledire amazon. 

 però, saatchi made my day. 

giovediposter:

Alina Madalina Ciuraru

Once again…giovedí poster.

La cosa divertente è che GP spinge a esplorare visivamente ciò che solitamente tendo a esploro concettualmente. AKA la parola della settimana.

Iguana on my mind -> tempo -> tbc

20-26 gennaio
è stata la settimana dell’iguana

ho visto iguane su facebook. 

le iguane nella vita reale invece si sono mimetizzate.

27 gennaio - 2 febbraio

tempo.
mi sono comprata un orologio nuovo, di quelli con mickey mouse che ti indica le ore con le mani.
in più il tempo è passato come al solito, veloce quando non deve passare e lento quando deve passare. 
principalmente pensavo di non aver avuto abbastanza tempo, come ad esempio non ho avuto tempo di scrivere dell’iguana, per poi ricredermi oggi quando credo di aver capito che non ho più tempo significa che forse muori.

all this inspiration will just make you feel bad. 

hail to the word of the week

ovvero come alina tornò sui suoi passi per scoprire che la parola/frase della settimana esiste ancora, con l’unico scopo di dominarle la settimana.
Scorsa settimana: top of the pops. Null’altro da aggiungere, se non una connotazione pop 90s trash ma stylish.

ho 100 lettori.

mi aspetto di vedere il vostro numero decrescere. ma sarebbe bello non succedesse. 

cyao tyvyby

#coglioniNO ma #incoerentiSÌ

Ieri ero sulla mia solita home di facebook quando ecco che la gente ha iniziato a pubblicare un video nel cui titolo si leggeva #coglioniNO.
Ho subito pensato a #coglioni dell’Enel, stupita che fosse ancora in giro per l’internet; quindi ho deciso di capire cosa fosse e ho capito.
I video sono carini, fanno sorridere ma anche un po’ piangere, perché io, forse futura copywriter, quella situazione l’ho sentita raccontare un bel po’ di volte, anche dai prof di questa scuola che frequento che insegna a essere creativi, ma anche no.
Lavori e non ti pagano; l’ho fatto anch’io, per amici.
Ho anche condiviso quel video, ma non con l’#coglioniNO.
Un sacco di persone li hanno condivisi, i tre video, con titoli altisonanti. Questo ieri.
Oggi, beh oggi è un nuovo giorno.
Oggi mi sono incazzata, perché è nuovamente successo quello che succede sempre e sempre più velocemente: chi ieri gridava al bellissimo oggi urla al merda, chi gridava la creatività va pagata oggi è un continuo il lavoro di creativo è indegno di essere chiamato lavoro, meglio l’idraulico, la parola creatività è il male e così via.
L’incoerenza per l’ennesima volta sta vincendo, il creativo per l’ennesima volta si sta fottendo con le sue stesse mani, mentre al mondo non frega un cazzo.
E questo perché nessuno, pochi, al di fuori del nostro circolo degli Scipioni pisciasottocreativi ha visto i video; chiedetelo al vostro amico commesso e all’amica che ha fatto economia. Nessuno ci caga mentre noi continuiamo a sbattere le ali del nostro ego nella disperata ricerca di attenzioni.
E questa è solo colpa di chi ha sempre sputato nel piatto da cui ha mangiato, di chi indossando una montatura di occhiali spessa ha iniziato a guardare tutti dall’alto verso il basso, di chi legge un parere sul web e lo accetta senza se e senza ma, di chi oh minghia la apple di jobs non avrebbe mai fatto i cellu colorati, meglio il samsung anche se cho il macbookpro.

Che poi sapevo che sarebbe successo, scrivo da un ipad, ho gli occhiali con la montatura spessa, ma ho comunque la carogna verso l’incoerenza. E so che non fotte sega a nessuno di questo post, ma a me va bene così, senza la giusta punteggiatura e scritto tutto d’un fiato.
Ciao.

specialina e la droga

per capodanno ho mangiato una buona torta; è stata la mia prima volta prima torta. 

lista di elogi sotto forma di cose che ho fatto e che ho apprezzato della buona prima torta:

- ho visto il terzo occhio di qualcuno che mi circondava;
- ho ricordato ricordi che pensavo di avere dimenticato;
- ho dormito;
- ho fatto del monotasking, ovvero ho eseguito alla perfezione cose che andavano fatte concentrandomi solo su quella cosa in particolare;
- ho riso, sì;
- ho assaporato la calma che mi circondava;
- ho visto altre persone ridere.


forse sì, le liste uccideranno la scrittura. nel mentre però ho ripreso a leggere qualcosa del caro dfw e vorrei tanto piangere. 

meno male che ho ancora della torta. 

ah, a breve penso che passerò a ghost.org

giovediposter:

Alina M.C.

rebloggo il mio fantomatico poster fatto seguendo la parola VALUE ovvero Ca$h rules everything around me. 

ciao grafichette.